Dal 23 al 25 maggio 2025 a Casto tornano le sfide del Trofeo Nasego, sui sentieri della doppia tappa di Coppa del Mondo di corsa in montagna, alla scoperta della storia e della bellezza della Valsabbia, un weekend che è un’occasione per lasciarsi sorprendere dal fascino autentico delle Prealpi bresciane.



La Valsabbia è pronta!
Dal 23 al 25 maggio Casto e le sue frazioni – tra cui Auro, Alone, Comero, Famea, Malpaga – accoglieranno atleti da ogni parte del mondo per un fine settimana che coniuga sport e scoperta, performance e paesaggio.

Il prestigio del circuito WMRA – Mountain Running World Cup
Il Trofeo Nasego e il Vertical Nasego si confermano tra le tappe più prestigiose del circuito WMRA – Mountain Running World Cup, ma anche come un’occasione concreta per entrare in contatto con un’Italia meno conosciuta, lontana dalle rotte più battute e per questo ancora più autentica.

Tra sport e Turismo
Negli ultimi anni gli eventi sportivi outdoor stanno diventando catalizzatori di un turismo nuovo, in grado di portare migliaia di appassionati alla scoperta di piccoli borghi, valli nascoste e storie secolari. E il territorio della Valsabbia è un esempio perfetto di questa sinergia.

Una sfida tra cielo e terra
Il Vertical Nasego, in programma sabato 24 maggio, aprirà il weekend con i suoi 4,2 km e 1.000 metri di dislivello positivo: un tracciato breve ma durissimo, che parte dal centro di Casto e si arrampica fino ai 1436 metri della Corna di Savallo, regalando scorci spettacolari su tutta la valle. Domenica 25 sarà la volta del Trofeo Nasego, la long mountain da 21,5 km con 1330 metri di dislivello, che attraversa sentieri tecnici, crinali sassosi, tratti boschivi e ambienti d’alta quota, toccando prima il Rifugio Paradiso e successivamente il Rifugio Nasego.

Un territorio da esplorare passo dopo passo
Ma la Nasego non è solo gara. È un invito a scoprire il territorio che la ospita: un angolo di Lombardia dove la natura delle Prealpi bresciane convive con una storia antica fatta di fede, lavoro e bellezza.
A pochi chilometri dal traguardo, nella frazione di Auro, sorge il Santuario Madonna delle Neve, una piccola chiesa che custodisce un autentico tesoro dell’arte rinascimentale lombarda: la pala di Sant’Antonio Abate del Moretto, uno dei capolavori del maestro bresciano, simbolo del profondo legame tra spiritualità e cultura che attraversa tutta la valle.

Tra storia e religione
Non meno suggestive sono le numerose chiese minori che punteggiano le frazioni e che raccontano la storia religiosa e comunitaria del territorio, così come il Parco delle Fucine, dove un’antica zona industriale è stata trasformata in area escursionistica e sportiva, con ferrate, zipline e pareti per l’arrampicata.

La Rocca d’Anfo
Per chi desidera allungare il soggiorno e proseguire l’esplorazione, a soli 20 km da Casto si raggiunge la maestosa Rocca d’Anfo, imponente complesso militare affacciato sul Lago d’Idro: un luogo dove natura, storia e architettura si fondono in una delle esperienze più sorprendenti dell’intero arco alpino.
Natura, cultura e accoglienza
La Valsabbia è pronta ad accogliere atleti e visitatori offrendo un mix irresistibile di adrenalina e quiete, tradizioni e paesaggi incontaminati. Ed è proprio questo equilibrio tra sport e territorio che fa della Nasego un modello virtuoso: un evento che fa bene all’anima, alla comunità locale e a un modo nuovo di fare turismo, attivo, consapevole e lento. A Casto, infatti, la passione per lo sport e per la corsa si è trasformato anche in una missione, quella di lavorare per l’ambiente e per il benessere dei propri abitanti che ha reso il comune un esempio virtuoso in quanto autosufficiente a livello energetico. Grazie ad un eccezionale sistema di pannelli solari soddisfa il fabbisogno della popolazione e ha permesso di coprire i costi di diversi servizi al cittadino oltre che ridurre le imposte.
Oltre lo sport…
Il Trofeo e Vertical Nasego 2025 si preannunciano come uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva di corsa in montagna. Ma saranno anche, come sempre, un’occasione per scoprire che dietro ogni crinale c’è una storia da ascoltare. E magari da portarsi a casa, insieme alla medaglia.