Specialized Tarmac S-Works SL7, sicuramente una delle delle bici del momento. Ad Imola, durante la rassegna iridata è salita due volte sul gradino più alto del podio, nelle prove in linea, grazie ad Anna Van Der Breggen e Julian Alaphilippe. Noi abbiamo provato la versione S-Works Di2.
La Specialized Tarmac in test
Le versione che abbiamo (e che stiamo) utilizzato durante la nostra prova è quella con la trasmissione Shimano Dura Ace Di2 (peso rilevato senza pedali, 6,82 grammi, taglia 54). Framekit S-Works SL7 che prevede un carbonio di matrice Fact 12r, come la precedente SL6, mentre la Venge S-Works è costruita con il tessuto Fact 11r. Rispetto al passato, anche la forcella è stata completamente rinnovata.

La componentistica
- La piega manubrio è la Aerofly II in carbonio, con profilo alare e curvatura verso l’avantreno.
- Lo stem è in alluminio, dedicato al progetto e permette di integrare fili e guaine. L’inclinazione è di 6°.
- Il seat-post è full carbon con design specifico, diverso rispetto al modello dedicato alla SL6. La parte superiore permette di alloggiare la centralina Di2 (proprio come nel caso della Venge).
- Selle Power Body Geometry con rail in carbonio.
- Le ruote sono le Roval Rapide CLX con cerchio full carbon da 51 mm (per copertoncino). Il canale interno è largo 21 millimetri. Le coperture sono le Specialized Turbo Cotton 320Tpi (copertoncino).
- Inoltre, il pacchetto prevede il power meter Specialized integrato nella guarnitura, con rilevazione sui due lati.
- I dischi dei freni con diametro differenziato: 160 mm per l’anteriore, 140 mm per il posteriore.
- La scatola del movimento centrale è larga 68 mm, una sorta di DNA che accomuna i progetto road di Specialized, una soluzione che permette di avere un rapporto ottimale tra peso e rigidità. Nel caso della versione in test, le calotte del movimento centrale sono esterne.
Si, il miglior progetto Tarmac di sempre
Se questa è un affermazione forte, importante, è anche giusto dire che non si riferisce solo alla bicicletta in questione, ma ad un progetto che si è evoluto step by step. Qui collimano aerodinamica, leggerezza e bellezza estetica, un buon equilibrio tra le forme che, per chi deve acquistare una bicicletta, non guastano mai. Anche e soprattutto, dal lato performance, abbiamo sotto gli occhi una bici top level, sotto tanti punti di vista.
In salita
In un certo senso non te l’aspetti, così performante e in grado di chiederti costantemente in gas aperto. Rispetto alla precedente versione ha un avantreno più tosto, che asseconda meglio le uscite di selle e un carro posteriore rigido, ma mai esagerato. Cosa significa quest’ultimo particolare? Che anche quando ci scomponiamo, per stanchezza e perché siamo sotto pressione, la bici non da mai la sensazione di appesantirsi, quelle che generalmente succede con le aero bikes. Come nostra abitudine, l’abbiamo provata con diversi setting di ruote, anche dal profilo inferiore, rispetto alle Roval in dotazione. Senza dilungarci troppo: 1, la conferma che queste Roval “sono tanta roba anche in salita”, 2, che la bici può aumentare la sua performance sulle pendenze più toste. Le Roval Alpinist? Chissà, magari vi diremo qualcosa in futuro.

In discesa
La pieghi quanto e come vuoi. Per chi è abituato a tirare la corda della curva, nota fin da subito che questa Specialized Tarmac permette di caricare l’anteriore a vantaggio di stabilità e agilità. Inoltre è agile, lo è in modo maggiore rispetto alla precedente versione, perché la forcella è più stabile. La bici si guida con il mignolo delle mani e con il minimo spostamento laterale della testa.
In rilancio e ad andatura costante
Se in fase di rilancio la differenza la fanno le gambe, è pur vero che una bici che mantiene una trazione costante e non scoda eccessivamente può aiutare. Qui ci siamo alla grande! Ecco, la possibilità di tenere un’andatura elevata, non è una cosa scontata per una bici non aero: anche in questo frangente siamo oltre la media.

Comfort
Specialized Tarmac SL7 esprime un comfort diverso rispetto al modello che l’ha preceduta. La grossa differenza sta nel seat-post, che flette meno. Il guidizio che si riferisce alla comodità può trovare come soggetto la sella corta Power, confortevole e tanto dissipante nei confronti delle vibrazioni.
In conclusione

Questa ultima versione della Specialized Tarmac (S-Works) non è per niente banale. Si, è una bici che si rivolge ad un’utenza di agonisti. E’ anche vero che ti permette di andare piano e di non soffrire gli eccessi di una geometria eccessivamente tirata. Lo si vede e lo si può valutare dai numeri: il telaio, a prescindere dalla taglia che si considera è sempre compatto, un dettaglio che influisce sulla sua velocità,sulla reattività e sull’agilità. Infatti, “la giri su una moneta”. Questa sorta di immediatezza la rende parecchio divertente.
a cura della redazione tecnica, foto della redazione tecnica.