PUMA Velocity NITRO 3 è la scarpa ideale per ogni allenamento: così PUMA presenta la terza iterazione della Velocity NITRO. E in effetti dal nostro test emerge proprio come una calzatura con cui si può fare un po’ tutto.
A cura di Daniele Milano | foto: Giovanni Milano con realme 11 Pro+
La parola all’azienda
PUMA Velocity NITRO™ 3 ti offre tutto il meglio del settore. Questo modello è all’insegna della velocità e del comfort grazie alla tecnologia NITRO™, che offre una reattività e un’ammortizzazione superiori in un design leggero che ti fa sentire come se stessi correndo sulle nuvole. Porta le tue gare di corsa verso nuovi traguardi con Velocity NITRO™ 3. Molto più di una semplice scarpa. È un’affermazione della tua personalità.
Garantendo comfort a ogni falcata e a ogni velocità, PUMA Velocity NITRO™ 3 è la scarpa ideale per ogni allenamento. Pensato per correre su tutte le distanze e dotato di eccezionale ammortizzazione, questo modello è estremamente comodo e versatile e si adatta a qualsiasi tipo di corsa.
CATEGORIA: daily trainer
PESO: 267 g (US 9,5 uomo)
DROP: 8 mm
Design & Finiture
La colorazione testata pistacchio chiaro/nero è molto piacevole e, sebbene si tratti di una calzatura che non ha nel DNA la massimizzazione della performance, possiede qualità stilistiche da vera racer. Il baffo di PUMA è catarifrangente e la rende molto visibile anche di notte. Il mesh della tomaia ha una consistenza differenziata che arricchisce il design, con cambio di colore pistacchio chiaro su fondo nero. L’intersuola bi-densità è filante e non appesantisce la linea della scarpa.

Chiusura & Alloggiamento
La tomaia in mesh ingegnerizzato presenta una trama differenziata con maggiore consistenza nei punti più delicati e una buona aerazione nell’avampiede. La chiusura è garantita da un tipo di allacciatura tradizionale con 6 asole longitudinali e una supplementare per ottimizzare il serraggio del collo del piede. La linguetta è leggera, ma non troppo race, con una discreta imbottitura che rende l’allacciatura più confortevole. La conchiglia è ben imbottita e assicura un efficace alloggiamento del piede e un buon grado di comfort. Il contrafforte tallonare non è assolutamente troppo rigido e accoglie bene il tallone, mentre il collarino ha un discreto svaso laterale che permette una calzata sempre confortevole, pure per chi ha normalmente problemi con i malleoli. La tecnologia Power Tape della tomaia migliora ulteriormente questa sezione della scarpa, assicurando una buona centratura e un adeguato controllo del piede anche se non si serrano eccessivamente i lacci, che sono piatti, leggermente elasticizzati, con una lunghezza corretta, e non necessitano di doppio nodo.

Comfort
La doppia densità dell’intersuola, alla prima calzata, può far sembrare la Velocity un po’ “duretta”, ma non è così. Lo strato di foam più vicino al piede è più morbido, proprio per garantire maggior comfort, mentre quello più vicino al terreno è leggermente più duro per assicurare un adeguato controllo e una risposta reattiva in fase di spinta. Onestamente ho avuto modo di apprezzare questa caratteristica soprattutto dopo le prime uscite, infatti dopo circa una trentina di chilometri la scarpa si assesta un po’ e la calzata mantiene la memoria del piede. Nota di merito, il puntale è leggermente più largo di molte concorrenti e permette un ottimo alloggiamento delle dita, caratteristica che ho gradito nelle uscite superiori ai 20 chilometri.

Rullata
Inizialmente sembra una scarpa con un rocker non troppo accentuato, un po’ seduta, mentre dopo i primi utilizzi si può apprezzare di più la facilità di rullata, anche se non si tratta assolutamente di una calzatura sbilanciata in avanti. La Velocity si lascia governare molto bene e, se si vuole spingere un po’ di più, dimostra pure un certo carattere.

Traspirabilità
Sebbene la traspirabilità complessiva sia buona, avrei aggiunto una parte più aerata sui fianchi della scarpa, mentre sull’avampiede il disegno del mesh è differenziato, più leggero e maggiormente traforato, permettendo alle dita di “respirare” meglio e sudare meno.

Grip
Il disegno del compound della suola mi ha ricordato molto quello delle citybike, perfettamente a loro agio sul pavé cittadino, e anche la Velocity ha confermato di non temere le strade lastricate di città come Milano o Roma.

Stabilità
Per essere un modello neutro, è decisamente molto stabile. Anche nei cambi di direzione improvvisi o nei zig-zag su percorsi sterrati facili, come i parchi cittadini, assicura sempre un buon appoggio del piede; la consistenza del foam a densità differenziata riesce sempre a bilanciare correttamente comfort e controllo. Caratteristica molto importante che evita l’affaticamento eccessivo del piede in caso di appoggi incerti che costringerebbero le articolazioni del piede e le caviglie a lavorare molto di più.

Protezione
Sì, posso dire che la Velocity conferma anche con questa terza versione la sua vocazione di scarpa protettiva, senza per questo rendere il piede troppo sordo rispetto al contatto con il terreno. Ribadisco che la durezza differenziata del foam dell’intersuola accentua ulteriormente questa caratteristica ed è una delle carte vincenti di questo modello.

Capacità di ammortizzare
In linea con modelli concorrenti. La Velocity ammortizza bene, ma non perde una certa reattività negli appoggi, rendendo l’azione di corsa sempre piuttosto frizzante.

Consigliata per
Rispetto alla versione precedente, è leggermente aumentata di peso e si rivolge tranquillamente anche a un runner non evoluto. Perfetta come scarpa da lento, sebbene disponga di una buona reattività complessiva che la rende valida per diverse tipologie di allenamento e/o gara. Io la vedo come modello ideale per l’utente medio che vuole utilizzarlo ad andature differenti e/o anche lavori o variazioni come fartlek o ripetute, pur disponendo di un solo paio di scarpe. Grazie alla buona consistenza della tomaia e del comparto intersuola, la trovo indicata anche per runner sopra gli 80 chilogrammi, e persino qualcosa di più. La ritengo molto valida pure per un utilizzo su distanze piuttosto lunghe: io per esempio ho fatto un 27k pre-maratona e mi sono trovato particolarmente bene, soprattutto verso la fine dell’allenamento, momento in cui le gambe iniziavano a essere stanche…