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Kiprun Race Light, il Test

di - 29/07/2024

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Kiprun Race Light è leggera, reattiva e precisa. È il modello più performante sulle brevi distanze della gamma Kiprun. Per mantenersi rapidi con il passare delle ore è necessario allenare cambi di ritmo e velocità. È su questo tipo di “lavori” che utilizzo Race Light, in avvicinamento a OCC, gara di 55 km e 3400 D+ delle UTMB finals di Chamonix.

Test a cura di Paolo Dellavesa

DESIGN & FINITURE

Ci troviamo di fronte ad una scarpa davvero minimale. La linea è un forte richiamo alla velocità ed il peso di soli 240 grammi nella misura 42 ne è la conferma. La tomaia realizzata in Matrix, materiale brevettato estremamente resistente e sottile, è una piacevole conferma della qualità dei materiali scelti per questa scarpa.

CHIUSURA & ALLOGGIAMENTO

Il comparto della chiusura della nuova Kiprun Race Light è caratterizzato dalla micro-tasca che protegge i lacci e permette al fiocco di non svolazzare. È necessario prestare la giusta attenzione nel tensionarli in ogni singola asola, perché nei punti nascosti sono leggermente più laboriosi da serrare. Dopodiché, il piede risulta ben avvolto, anche grazie alla costruzione generale fasciante e precisa. In giornate piovose consiglio di stringere molto forte il nodo per garantire il tensionamento lungo tutta la durata della corsa. La linguetta è ben sagomata e minimale, non appesantisce la scarpa e concorre alla buona fasciatura del piede.


COMFORT

La tomaia in Matrix ha come unico neo il fatto di essere poco elastica, ma la leggerezza contribuisce alla piacevole sensazione di libertà del piede. Pur essendo una scarpa corsaiola non è scomoda, ma anzi il tallone imbottito e l’intersuola non troppo rigida garantiscono un comfort non sempre scontato in scarpe di questo segmento.

TRASPIRABILITÀ

Le protezioni ridotte all’osso e la tomaia leggera rendono la Kiprun Race Light molto traspirante. Anche i torridi pomeriggi estivi non fanno ristagnare a lungo il sudore, questo riduce significativamente il rischio di vesciche e aumenta il piacere di corsa. Vanno di pari passo le ottime prestazioni di drenaggio, l’acqua in eccesso si allontana in un batter d’occhio e il feeling non peggiora dopo l’attraversamento di piccoli guadi.

GRIP

Il battistrada della Race Light è aggressivo, i tacchetti sono alti e distanziati tra loro. Caratteristiche che le fanno esprimere il meglio su superfici molli. Situazione in cui il fango drena bene e il tassello lavora egregiamente. Ho constatato grande fiducia negli appoggi anche sulla roccia umida, in curva perdona tanto in particolare se il terreno è accidentato. Su strade in terra battuta o ghiaia fine non va in difficoltà ma occorre prestare un pizzico di attenzione in più.

STABILITÀ

La struttura della Race Light non è particolarmente rigida, né alla torsione né alla flessione. Ho apprezzato questa caratteristica perché consente buona sensibilità a terra, aumentando la precisione nell’appoggio e favorendo di conseguenza buone velocità di corsa. Anche grazie al drop ridotto a soli 4mm. La caviglia e il piede lavorano costantemente senza delegare nulla alla scarpa, se da un lato apprezzo molto questa caratteristica, dall’altro bisogna ammettere che è necessario buon allenamento e una muscolatura adeguata per poter spingere forte e a lungo. In caso contrario, il rischio è sì quello di riuscire a farlo, ma per meno tempo.

PROTEZIONE

Le scarpe concepite per gare corte si sa, non offrono quasi mai protezioni massicce. Non fa eccezione la Kiprun Race Light, che ha un film termoplastico applicato solo dove serve e abbastanza sottile da risultare comodo. Anche il contrafforte tallonare è protetto ma morbido, si sagoma bene sulla forma del piede e protegge il giusto. La pianta è abbastanza ben isolata, solo le rocce più appuntite si percepiscono e possono creare un po’ di dolore negli impatti più bruschi. Nota di merito è la resistenza agli impatti di taglio, davvero alta per la tomaia in Matrix.

CAPACITÀ DI AMMORTIZZARE

In questi termini la Kiprun Race Light è una scarpa che maschera bene la sua natura racing, in quanto molto piacevole da tenere ai piedi. Per quanto non abbia un’ammortizzazione spiccata in quei pochi millimetri di intersuola è racchiusa una buona capacità di assorbimento degli impatti, quel poco che vi basterà per concludere il vostro allenamento di qualità o una gara breve senza vedere l’ora di toglierle.

CONSIGLIATA PER…

Nata per correre forte, la Kiprun Race Light dà il meglio di sé su terreni morbidi e tecnici. È estremamente performante per svolgere sessioni di allenamento veloci e ripetute, così come gare fino alle 3 ore. Le consiglio ai runner evoluti, dal peso medio-basso, che cercano queste caratteristiche in una scarpa che racchiude al suo interno alcune delle migliori soluzioni tecniche viste in questi anni, ad un prezzo competitivo. Provatela, non ve ne pentirete!

Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”